Occhi Verdi

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43706_pokemon_bulbasaurAppena aperti gli occhi, attorno a me c’erano tante facce felici, tutte sorridenti, o immagino lo fossero dietro le mascherine bianche che coprivano loro naso e bocca. Indossavano tutti dei lunghi camici e l’unica cosa che si potevano distinguere erano gli occhi. Mi ricordo dei grossi occhi verdi. Erano quelli che mi piacevano di più. Sorrisi e allungai per la prima volta le mie liane verso di questi, per abbracciarli e dimostrare quanto anche io fossi felice. Ma non era il momento giusto, o forse sì, fatto sta che venni preso in braccio. Non sapevo cosa stesse succedendo, ma mi piaceva. Socchiusi gli occhi. Era così bello godersi il calore di quel contatto, il primo contatto della mia vita. Stavo già iniziando ad abituarmici che venni messo giù, su un morbido cuscino bianco. Guardandomi attorno vidi di nuovo quegli occhi verdi. Allungai ancora le mie liane, ma queste vennero bloccate poco più avanti. C’era qualcosa di che le fermava e non le faceva andare oltre, ma io non vedevo nulla che potesse impedire loro di muoversi. Questa nuova sensazione non mi piaceva… Frustrazione, credo fosse. Spostai subito l’attenzione verso il morbido cuscino bianco su cui mi trovavo. Sorrisi felice e con un salto mi ci tuffai sopra. Quanto mi piaceva. Solo dopo guardai oltre quella barriera che non vedevo, per cercare ancora quegli occhi verdi. Non li vidi, in compenso notai tanti altri cuscini bianchi con sopra ognuno un esserino verde a quattro zampe e con delle liane scure che gli uscivano dalla schiena. Sembravano tutti così felici… Come me! Ma allora non c’erano solo gli occhi verdi! C’erano anche altri uguali a me, e la cosa mi rallegrò molto. Sarebbe stato bello giocare con loro. Allungai le mie liane verso il più vicino di loro, ma, dimentico di quel qualcosa che non mi permetteva di muoverle oltre un certo limite, finì per essere nuovamente bloccato. Frustrazione, di nuovo. Quella cosa proprio non mi piaceva. Da lontano si sentiva un rumore, uno scrociare. Chissà cos’era. Mi sarebbe piaciuto molto scoprirlo e per mia fortuna lo scoprii presto: lo scroscìo si fece sempre più vicino e ben presto notai che i miei simili, sopra i loro cuscini, venivano sommersi da una pioggerella d’acqua che pian piano andava a creare una specie di pozza, rendendo evidenti i limiti che le nostre liane non potevano superare. Non feci in tempo a capire se la cosa gli piacesse o meno, che anche io subii lo stesso trattamento. L’acqua scorreva su di me piacevolmente, togliendomi di dosso i pezzetti di guscio che ancora coprivano le mie squame verdi. Ma ben presto l’acqua diventò troppa e mi sommerse completamente. Aprivo la bocca, ma non riuscivo a respirare. I miei occhi non percepivano bene cosa li circondasse. Furono dei secondi che mi parvero ore. Non sapevo cosa fosse quella sensazione, ma non era affatto piacevole. Per fortuna dopo poco il livello dell’acqua si abbassò e attorno a me rimasero, sopra il cuscino bianco tutto inzuppato, i frammenti dell’uovo da cui ero uscito poco prima. Tossii un paio di volte e mi avvicinai per annusare uno di quei pezzetti, quando di nuovo gli occhi verdi si avvicinarono e fui di nuovo preso in braccio. Di nuovo qualcosa di bello, piacevole, caldo, non come quell’acqua malevola. Questa volta venni posato su qualcosa di freddo, rigido e rilucente, guardando in basso potevo vedere il mio faccione verde. Sorridevo, mi facevo le smorfie e ridevo divertito. Ed infine un dolore, un dolore fortissimo, alla schiena. Le braccia di quegli occhi verdi avevano spinto con forza qualcosa sulla mia schiena. Prima non c’era nulla lì sopra, ed ora invece, toccando con le mie liane, potevo sentire qualcosa che vi spuntava. Era stato questo a farmi così male… Per giorni rimasi in una stanza assieme ad altri miei simili, anche loro con quella cosa attaccata alla schiena. Per la prima volta non eravamo poi così felici: quella roba che più avanti capimmo essere un seme, si stava nutrendo di noi ed ogni giorno cresceva sempre di più. Ogni giorno gli occhi verdi venivano a controllarci e portavano con sè chi di noi aveva il seme abbastanza cresciuto. Arrivò anche il mio giorno, ero felice di essere di nuovo preso in braccio dagli occhi verdi. Un lampo e fu tutto buio. Ero dentro una stanzetta fredda e stretta, senza un pavimento dritto, mi sembrava di essere all’interno di una sfera in cui a malapena potevo starci. Pensai cosa sarebbe successo se il mio seme fosse cresciuto oltre, ci sarei ancora stato? Mi avrebbe fatto male? Non seppi darmi una risposta. Non so per quanto tempo rimasi lì, ma quando ne uscii… Vidi di nuovo gli occhi verdi. Erano così belli, non erano accompagnati da un camice ed una mascherina, bensì da delle lentiggini, dei lunghi capelli rossi ed un sorriso enorme. Me ne innamorai subito. Da quel giorno cominciò il mio viaggio assieme agli occhi verdi e ora, che sono ormai un grosso e vecchio Venusaur, non posso che essere felice di trovarmi accanto a questi occhi verdi, anche quando ormai sia loro che i miei occhi rossi stanno per spegnersi.

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Ecco a voi il mio primo mini racconto basato su voci pokèdex, leggende e dicerie varie sui pokèmon. Idea originale con spunto preso dalle voci pokèdex su Bulbasaur delle versioni Rosso, Blu e Verde Foglia ((“Un seme raro gli è stato piantato sulla schiena alla nascita. La pianta sboccia e cresce con lui.”)).

Buon tutto a tutti, spero vi sia piaciuto ^v^[/sociallocker]

 

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